Eremo di S. Spirito a Majella

A 10 km dal Comune di Roccamorice, immerso in un contesto paesaggistico e naturalistico unico all’interno del Parco nazionale della Majella, troviamo l’Eremo di Santo Spirito a Majella. Tra periodi di grande fioritura e di abbandono e decadenza, la storia dell’Eremo è indissolubilmente legata alla figura di Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V, che qui scelse di condurre una vita ascetica dal 1246.

Dal 2015 l’Associazione nazionale Italia Nostra e il Comune di Roccamorice hanno firmato una convenzione per tutelare e valorizzare questo gioiello, definendone una modalità di gestione che possa permetterne un uso qualificato: non è semplice infatti il mantenimento di un bene così isolato e collocato in un contesto ambientale meraviglioso ma climaticamente tanto difficile. L’uso continuativo dei suoi spazi, coerentemente con lo spirito dei luoghi, potrebbe facilitarne la tutela e rendere possibile quell’attivazione dei cittadini che è alla base della conservazione dei beni comuni.

Da questo accordo con il Comune per la gestione dell’Eremo di S. Spirito è nata la cooperativa Ripa Rossa – composta da giovani del luogo – per occuparsi della gestione attiva del bene.

Ma l’impegno dell’Associazione non si ferma al solo Eremo di Santo Spirito, Italia Nostra infatti, coerentemente con la sua missione di tutela e sensibilizzazione, sta agendo per una promozione estesa del patrimonio storico e culturale del territorio. È in quest’ottica che nasce il sito www.eremidellamajella.it, affinchè si possano riassumere in un “luogo virtuale” le tante bellezze, spesso poco conosciute, di queste terre, testimonianze della vita di comunità, fede e contemplazione, e dell’antico paesaggio agrario della media ed alta montagna, fatto di dura fatica, silenzio e natura – ancora – selvaggia.

Vi invitiamo dunque a una visita delle tante bellezze storiche e culturali che rendono unica la Majella e che, se correttamente conosciute, potrebbero rappresentare un importante attrattore turistico per tutta la regione.

 

In foto i ragazzi della Soc. Coop. Ripa Rossa

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