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Gli eremi e i luoghi di culto rupestri sono quei luoghi sacri per la Chiesa o per il popolo, realizzati in grotta, dove la roccia rappresenta una parte significativa dell’edificio o del culto. In alcuni casi la parte in roccia è trascurabile rispetto al costruito, ma spesso proprio quella parte rappresenta il nucleo originario del luogo di culto intorno al quale si è poi sviluppato l’edificio sacro. Moltissimi sono i casi che vedono un’edicola come luogo originario del culto che per espressa volontà divina o per pietà dei fedeli è stata, nel tempo, abbellita ed ingrandita. Sono esistenti inoltre edicole votive, ricavate tra le rocce ai margini dei sentieri montani che sono rimaste tali nel corso dei secoli senza subire grosse trasformazioni. Si deve considerare che oltre agli eremi tradizionali prendevano vita molte chiese rurali accudite da eremiti laici che riuscivano ad assicurarsi un tetto e badare ai terrreni coltivati intorno al bene aiutando i contadini del luogo. Per la custodia del bene spesso veniva stilato, tra l’autorità ecclesiastica locale e l’eremita, un vero e proprio contratto. Tra questi laici, non tutti avevano a disposizione una Chiesa e spesso si sentiva parlare dell’affidamento di una “grotta dell’eremita”. In tutto l’Abruzzo esistono grotte, cime, colli, selle, valloni e sorgenti il cui nome può far risalire all’esistenza di un luogo di culto. Molto spesso non si ritrovavano resti evidenti dell’antico luogo di culto ma spesso permangono solo nei ricordi di alcuni abitanti dei luoghi, questo fa intendere che molti di questi luoghi sacri sono spariti oggi nel nulla.

 

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