GLI EREMI

“Nel quadro severo delle sue montagne e nelle difficili condizioni di esistenza da esse determinate, il profilo spirituale dell’Abruzzo è stato modellato dal cristianesimo: l’Abruzzo è stato, attraverso i secoli, prevalentemente una creazione di santi e lavoratori. Dopo averne capito le montagne, che sono il corpo, per scoprire l’interna struttura morale dell’Abruzzo bisogna dunque conoscerne i santi e la povera gente”, scriveva negli anni ’50 Ignazio Silone, regalandoci un profilo essenziale dei tratti ambientali e psicologici di questa regione. E qui troviamo il massiccio della Majella, dove si fondono magistralmente natura e storia, religiosità e lavoro, silenzio e comunità: eremi scavati con perizia e determinazione, borghi medievali arroccati, paesaggi aspri fatti di pietra, con terrazzamenti e tholos, sentieri immersi in una natura incontaminata e selvaggia, rendono questi luoghi unici e tutti da scoprire.

Certamente la Majella, che si trova all’interno di un parco nazionale, è legata ai suoi numerosi eremi e alla figura di Pietro da Morrone, più noto come Papa Celestino V, che fondò verso il 1264, presso l’Eremo di Santo Spirito a Majella, una congregazione di eremiti (che prenderanno il nome di celestini).

Dal 2015 Italia Nostra e il Comune di Roccamorice hanno stipulato un accordo per tutelare e valorizzare questo gioiello, nella consapevolezza di dover estendere il proprio impegno alle tante altre testimonianze storiche dell’area, religiose e non.

 

Tra i tanti eremi e architetture religiose, in particolare si consiglia la visita di:

 

Eremo/Abbazia di Santo Spirito a Majella (Roccamorice)

Grangia di S. Giorgio (Roccamorice)

Bartolomeo in Legio (Roccamorice)

Complesso rupestre S. Liberatore (Serramonacesca)

Onofrio di Serramonacesca (Serramonacesca)

Liberatore a Majella (Serramonacesca)

Madonna dell’altare (Palena)

Giovanni all’Orfento (Caramanico Terme)

S. Onofrio al Morrone (Sulmona)

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